L’Unione europea dispiegherà una “squadra di risposta rapida ibrida” in Armenia in vista delle elezioni parlamentari del 7 giugno 2026, in una mossa volta a contrastare le interferenze esterne e a rafforzare la resilienza democratica.

L’annuncio è stato fatto dall’alta rappresentante per gli Affari esteri e la Politica di sicurezza Kaja Kallas, a seguito di una riunione dei ministri degli Esteri dell’Unione a Bruxelles. Parlando in conferenza stampa, Kallas ha affermato che l’iniziativa arriva su richiesta formale del governo armeno e riflette l’impegno più ampio del blocco a salvaguardare le democrazie sotto pressione.

“Su richiesta dell’Armenia, l’Unione europea dispiegherà una squadra di risposta rapida per contrastare le minacce ibride in vista delle prossime elezioni”, ha dichiarato Kallas. “Sostenere la sostenibilità delle democrazie nei nostri paesi vicini resta una priorità assoluta. Non lasceremo l’Armenia sola di fronte alle interferenze esterne”.

La missione è concepita per assistere le autorità armene nell’affrontare una serie di rischi ibridi, tra cui campagne di disinformazione, attacchi informatici e altre forme di destabilizzazione che negli ultimi anni hanno preso di mira sempre più spesso i processi elettorali in Europa e nel suo vicinato.

Il dispiegamento si basa su precedenti impegni dell’Unione. La Commissaria per l’Allargamento Marta Kos aveva già indicato che Bruxelles è pronta a stanziare 12 milioni di euro per sostenere l’Armenia nel contrasto a tali minacce. Un piano separato delineato alla fine del 2025 prevedeva fino a 15 milioni di euro di assistenza per aiutare Erevan ad affrontare le influenze straniere malevole.

La mossa arriva in un contesto di crescente preoccupazione tra i funzionari europei riguardo alla vulnerabilità dei processi democratici nel vicinato orientale dell’Unione. L’Armenia, tradizionalmente alleata della Russia, negli ultimi anni ha cercato di rafforzare i legami con l’Unione europea, un cambiamento che ha sollevato sensibilità geopolitiche.

A marzo, il Parlamento armeno ha adottato una legislazione che avvia formalmente la candidatura del paese all’adesione all’Unione, segnalando un riorientamento strategico lontano da Mosca. Questo cambiamento ha aumentato le preoccupazioni circa possibili tentativi di influenzare la traiettoria politica del paese.

Gli avvertimenti su possibili interferenze non sono nuovi. Nel dicembre 2025, il cancelliere tedesco Friedrich Merz aveva messo in guardia sul fatto che la Russia potrebbe cercare di interferire nelle prossime elezioni armene, accusando Mosca di tentare di ostacolare il riavvicinamento tra Erevan e l’Unione europea.

“È diventata una normalità preoccupante che le elezioni vengano prese di mira dai nemici della democrazia”, aveva dichiarato Merz all’epoca, sostenendo che la Russia stesse utilizzando disinformazione e tattiche intimidatorie per influenzare gli elettori armeni e diffondere narrazioni false sull’Unione europea.

I servizi di sicurezza occidentali hanno ripetutamente accusato la Russia di aver intensificato le attività ibride in tutta Europa dopo l’invasione su larga scala dell’Ucraina nel 2022, tra cui attacchi informatici, operazioni di sabotaggio e campagne coordinate di disinformazione.

Il primo ministro armeno Nikol Pashinyan ha anch’egli riconosciuto i rischi, osservando che il Paese aveva già affrontato sfide significative durante le elezioni del 2021, tra cui numerosa disinformazione. Ha sottolineato che l’Armenia ha acquisito esperienza nel gestire tali minacce, ma continua ad aver bisogno di supporto.

La decisione dell’Unione di dispiegare una squadra di risposta rapida riflette un’attenzione più ampia alla stabilità nel vicinato orientale. Durante la stessa riunione, i ministri degli Esteri hanno discusso del regresso democratico in Georgia, evidenziando preoccupazioni riguardo alla governance e alle libertà politiche nella regione.

Sono già stati tracciati parallelismi con altre elezioni nell’Europa orientale, tra cui in Moldova, dove le autorità hanno analogamente avvertito del rischio di interferenze russe. Come in Armenia, il rischio di minacce ibride è diventato una questione centrale nel panorama elettorale, rafforzando la spinta dell’Unione a consolidare la resilienza nei paesi vicini.

Il coinvolgimento dell’Unione in Armenia arriva in un momento di mutamenti nelle dinamiche regionali. Nell’agosto 2025, Armenia e Azerbaigian si sono impegnati in un accordo di pace dopo decenni di conflitto, in un’intesa mediata dagli Stati Uniti. L’accordo ha aperto nuovi spazi politici per Erevan per perseguire una politica estera più diversificata.

Il dispiegamento della squadra di risposta rapida sarà quindi probabilmente osservato da vicino, sia come banco di prova per i meccanismi di risposta alle crisi dell’Unione europea sia come segnale delle sue ambizioni geopolitiche.

Tradotto da Cesare Ceccato. Leggi qui l’articolo originale.

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